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I Serpari di Cocullo (AQ) - Festa di San Domenico

Come ogni anno, il primo giovedì di maggio, a Cocullo (AQ) viene festeggiato San Domenico, patrono del paese, protettore contro la rabbia, il morso dei serpenti e il mal di denti. Si tratta probabilmente della manifestazione religiosa e folkloristica più conosciuta di tutto l’Abruzzo.
Sono davvero pochi i luoghi del mondo in cui i serpenti, solitamente causa di ripugnanza e paura, sono così ricercati e benvoluti come a Cocullo.
I “serpari” sono coloro che hanno familiarità con i serpenti e, con la fine dalla stagione fredda, si recano sui monti in cerca di biacchi, bisce dal collare, cervoni e saettoni. Queste specie di rettili non sono velenose e vengono conservate in recipienti di legno fino al giorno della festa.
La mattina del primo giovedì di maggio, numerosi devoti si dirigono verso la Chiesa del paese per rendere omaggio alle reliquie del Santo. Finita la funzione religiosa, con i “serpari”, avvolti dai rettili, inizia la processione con la statua del Santo. La statua viene ricoperta di serpenti vivi precedentemente raccolti, oltre che dai numerosi gioielli portati dagli emigranti che ritornano in paese in occasione della festa.
La processione è accompagnata dal clero e da alcune ragazze in costume tipico, che portano canestri con i “ciambellani”, grosse ciambelle di pasta dolce con confetti. A seconda del comportamento delle serpi, si desumono gli auspici per l'anno che verrà: se le serpi si attorcigliano intorno alla testa del Santo è buon segno, se invece si dirigono verso le braccia la previsione è negativa.
San Domenico Abate visse tra il secolo X e XI. Nacque a Foligno, in Umbria, ed iniziò nell'Italia centrale un'attività di pellegrinaggio, predicazione, compiendo vari miracoli secondo la tradizione orale. Morì il 22 gennaio 1031 e fu sepolto a Sora.